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Termoregolazione

Domande frequenti sui termini tecnici del settore, programmazione ed installazione dei dispositivi

Ho smarrito il libretto di istruzioni. Posso scaricarlo?

Certamente. Basta cercare nel nostro sito il prodotto per il quale si desidera il libretto ed effettuare il download del pdf direttamente dalla scheda prodotto.

Che cosa vuol dire Temperatura di Comfort?

È la temperatura ambiente che si desidera avere durante le fasce orarie impostate di funzionamento del riscaldamento, normalmente definito come orario giornaliero.

Che cosa vuol dire Temperatura di Riduzione?

È la temperatura ambiente minima che si desidera avere durante l’orario di riduzione del riscaldamento, normalmente definito come orario notturno.

A cosa serve la funzione antigelo?

La funzione Antigelo consente di selezionare una temperatura minima che viene mantenuta quando il cronotermostato è spento, in modo tale da preservare l’impianto qualora la temperatura ambiente scendesse al di sotto dello zero.

Che cos’è l’isteresi?

La differenza tra temperatura impostata e temperatura di accensione della caldaia è definita isteresi (o differenziale). Nei termostati digitali, l’isteresi è tipicamente di 0,2 °C e talvolta è regolabile dall’utente. Nei termostati analogici l’isteresi è tipicamente di 0,4 °C. Questa funzione previene danni conseguenti ad accensioni e spegnimenti troppo frequenti della caldaia.

Che cos’è l’offset?

Spesso capita che il termostato debba essere installato in punti definiti “infelici”, ad esempio in prossimità di fonti di calore, correnti d’aria o pareti particolarmente fredde (ponti termici). Questo comporta una rilevazione della temperatura inesatta rispetto alla reale temperatura dell’ambiente e proprio in questi casi la possibilità di regolare l’Offset torna molto utile. Questo parametro permette di compensare (dall’inglese offset) la temperatura rilevata dal sensore interno o dalla sonda remota del termostato, in modo da correggere eventuali errori sistematici di lettura dovuti al posizionamento del cronotermostato in una zona che possa influenzare il corretto funzionamento. 

Cosa vuol dire temperatura di Set Point?

La temperatura di Set Point rappresenta la temperatura che l’utente desidera raggiungere tramite la programmazione del termostato per ottenere il maggior comfort all’interno della propria abitazione.

Come faccio a sapere se il mio prodotto è ancora in garanzia?

Sull’etichetta del prodotto troverai indicazioni circa la settimana (prime due cifre) e l’anno di produzione (ultime due cifre). Es. 4414 Settimana 44 del 2014. Il periodo di garanzia è di 36 mesi dalla data di produzione.

Freetime Plus

I miei termosifoni si accendono in orari diversi da quelli impostati con i cavalieri. Perché?

La causa più semplice è l’abbassamento della temperatura in casa al di sotto della temperatura di riduzione impostata. Se la manopola di sinistra con la Luna è impostata per esempio a 18° ma la temperatura di casa, spesso a nostra insaputa, è minore, il riscaldamento si attiverà. Se così non fosse, contatta il nostro servizio di assistenza e saremo felici di effettuare delle prove insieme a te.

Ho posizionato il cavaliere sulla destra (Sole) ma sul display vedo la luna. Perché?

Potrebbe non essere stata cambiata l’ora legale e quindi c’è uno sfasamento tra cavalieri e l’ora corrente. Controlla che l’orario corrisponda alla fascia oraria del cavaliere. Se così non fosse, puoi regolare l’orologio del tuo Freetime Plus seguendo questi semplici passi:

  1. Apri lo sportellino che dà accesso al vano portabatterie;
  2. Premi il pulsante ‘OK’ per almeno 3 secondi;
  3. Regola l’ora con i tasti i tasti G e H;
  4. Conferma con tasto I‘OK’;
  5. Regolare i minuti con i tasti G e H;
  6. Conferma con tasto I‘OK’.

È normale che i cavalieri del Freetime Plus siano duri da spostare?

I cavalieri del cronotermostato Freetime Plus sono volutamente ad azione robusta per evitare spostamenti accidentali durante, per esempio, la pulizia del dispositivo. Considerando che lo spostamento dei cavalieri non è, nella maggior parte dei casi, un'operazione giornaliera, è possibile utilizzare un piccolo cacciavite per muovere i cavalieri in caso di necessità.

Se mi alzo alle 4.00 del mattino, quale cavaliere devo posizionare sul Sole per accendere il riscaldamento a quell’ora?

Il primo cavaliere del modello Freetime Plus, per ragioni di spazio, si riferisce all’intervallo di tempo tra le ore 00.00 e le ore 5:00. Per realizzare questo tipo di programmazione è necessario installare un modello diverso: Magictime Plus, Freetime Evo, Wi-Time, Bluetime.

Kit Radio

Posso collegare più ricevitori radio ad un singolo cronotermostato?

Ad un singolo cronotermostato wireless si possono abbinare più ricevitori radio DRR01M, sarà sufficiente attivare sul cronotermostato la funzione "test radio" per il tempo necessario a premere il pulsante e far apprendere al ricevitore supplementare l'indirizzo radio del cronotermostato che trasmette.

Se si rompe un componente del kit, devo ricomprare tutto?

No, è possibile acquistare o il cronotermostato o il ricevitore. L’unica operazione necessaria sarà ripetere l’associazione tra il vecchio componente e quello nuovo. 

Wi-Time

È obbligatorio avere una connessione ad Internet per utilizzare il Wi-Time?

La connessione ad Internet è indispensabile per realizzare la prima configurazione e messa in funzione del cronotermostato. Le operazioni da eseguire sono:

  • Download App Seitron Smart sul proprio smartphone;
  • Registrazione come “Nuovo Utente” inserendo email e password;
  • Associazione Cronotermostato e App tramite rete Wi-Fi;
  • Impostazione della modalità di funzionamento del cronotermostato. 

Tuttavia, se la gestione da remoto dall’App non è prioritaria, è possibile gestire le principali funzionalità del cronotermostato anche offline: 

  • Accensione e spegnimento.
  • Aumentare o diminuire la temperatura di set point tramite le frecce dedicate. Premendo ulteriormente le frecce si attiva la modalità Manuale. 
  • Dal menu principale è possibile regolare i parametri di base Antigelo, Offset, Isteresi; gestire le impostazioni relative all'illuminazione e la lingua; accedere all’ Infoservice e selezionare la modalità di funzionamento tra Riscaldamento e Raffrescamento.

La programmazione oraria settimanale e la modalità Boost sono regolabili esclusivamente tramite App. 

Esiste un limite di utenti o Wi-time che si possono registrare e gestire dall’App Seitron Smart?

No, l’unico limite è la memoria dello smartphone utilizzato. 

È possibile gestire dalla stessa App Wi-Time installati in case diverse?

Certo, con l’App Seitron Smart puoi creare spazi diversi e assegnare un nome a tuo piacimento (es. Casa al mare/ Casa in montagna). Il numero di case gestibili è potenzialmente infinito.  

Posso gestire un impianto multizona con il Wi-Time?

Sì, se l’impianto possiede diversi circuiti di riscaldamento (ad es. primo e secondo piano). Ogni zona dovrà essere regolata da un diverso cronotermostato Wi-Time. Ognuno ha un proprio indirizzo IP e naturalmente ogni dispositivo azionerà una propria valvola di zona o circolatore.

Lo stesso Wi-Time può essere controllato tramite smartphone diversi? C'è un limite?

No, non c’è potenzialmente un limite.

Quanti Wi-Time possono essere installati e controllati nella stessa casa? C'è un limite?

No, non c’è potenzialmente un limite.

Posso usare l’App Seitron Smart su tablet?

Sì.

Con quali sistemi operativi è compatibile l’App Seitron Smart?

Per essere sempre aggiornato, ti consigliamo di verificare la retrocompatibilità direttamente dal Play Store o dall’Apple Store. 

Se resto senza internet per qualche giorno (guasto router o rete), il Wi-Time continua ad eseguire il programma impostato o perde tutti i dati?

Il programma, una volta salvato, viene mantenuto e continua ad essere eseguito anche offline. Tuttavia, non sarà possibile accedere tramite App alle informazioni contenute nella sezione “Grafico”.

Se salta la corrente, devo riconfigurare dall’inizio il mio Wi-Time?

Non è necessario, una volta ripristinata la corrente il cronotermostato riprende il normale funzionamento.

Il Wi-Time funziona anche via radio?

Al momento Wi-Time è solo wiring, si deve collegare ai classici due fili come un cronotermostato qualsiasi. Stiamo lavorando per voi :) 

Dato che il Wi-Time è connesso continuamente ad internet, può provocare inquinamento elettromagnetico in casa mia?

Abbiamo volutamente impostato il Wi-Time in questo modo: durante il normale funzionamento, invia un segnale ogni 5 minuti. Se il cronotermostato perde la connessione con la rete Wi-Fi, proverà a ristabilirla inviando un segnale ogni 2 minuti e mezzo circa. Questo ci differenzia da altri dispositivi pensati per la domotica. 

Posso usare il Wi-time con una banda Wi-Fi 5Ghz?

Una delle principali differenze tra la frequenza Wi-Fi 2.4GHz e 5GHz è la larghezza di banda, che influenza la distanza coperta dal segnale wireless. La frequenza 2.4GHz ha un raggio d’azione più ampio e, di conseguenza, la portata del segnale Wi-Fi con una rete Wi-Fi a 2.4GHz è maggiore. Pertanto, è consigliabile attivare la frequenza WiFi 2.4GHz sul proprio router se è necessario che il segnale della tua rete Wi-Fi copra una vasta area, come può essere la tua casa. 

Posso usare il Wi-Time con un impianto di riscaldamento bifasico?

Nessun problema con l'alimentazione bifase, purché rimanga entro i limiti dell’alimentazione indicati nelle caratteristiche tecniche (100..253 Vac 50..60Hz).

Il Wi-Time gestisce la geolocalizzazione?

Al momento no ma non escludiamo possa farlo in futuro.

Sicurezza gas

Domande su installazione, manutenzione e utilizzo dei nostri rilevatori per uso domestico e industriale

Come funziona il rilevatore di gas?

Il rilevatore di gas, denominato anche “naso elettronico”, è un dispositivo ad uso domestico o industriale che ha il compito di segnalare eventuali anomalie derivate dal superamento della soglia di tolleranza di un gas nell’ambiente. In ambito casalingo, il metano (93% del consumo nazionale) e il GPL (gas di petrolio liquefatto) sono gas strettamente legati ad operazioni giornaliere quali cucinare o riscaldare l’abitazione.

All’interno del rilevatore di gas risiede il sensore, la parte più delicata ed importante dell’apparecchio. Il sensore è appositamente tarato per una precisa sensibilità al fine di monitorare le sostanze gassose che superano la soglia di sicurezza, restando sempre al di sotto del L.I.E o Limite di Esplosività. Qualora la soglia fosse superata, il rilevatore emette un allarme luminoso e sonoro per avvertire dell’imminente pericolo. Se l’impianto è dotato di elettrovalvola, il dispositivo può agire su quest’ultima, ordinando la chiusura con conseguente interruzione del passaggio del gas. 

È obbligatorio installare un rilevatore di gas?

Ad oggi, il rilevatore di gas all’interno della propria abitazione non è obbligatorio per legge. Secondo il DM 37/2008, il tecnico installatore abilitato dovrà rilasciare la dichiarazione di conformità dell’impianto del gas, specificando il materiale e gli apparecchi utilizzati, facendo particolare menzione alle tubazioni. Assicurata l’idoneità dell’impianto, è altresì vero che il gas comunemente usato in casa per natura è inodore ed è pertanto sottoposto ad un processo di odorizzazione dalle case di distribuzione in modo che l’utente possa accorgersi immediatamente dell’eventuale perdita. Tuttavia, questo ragionamento è valido solo in contesti monitorati 24/7. Di notte o quando si è fuori casa, la presenza di sostanze nocive è pressoché impossibile da rilevare. Va da sé che il rilevatore di gas è la miglior sicurezza per tutta la famiglia, per la propria casa e per l’incolumità degli altri. 

A chi posso rivolgermi per l’installazione o sostituzione del rilevatore?

Per l’installazione o sostituzione del rilevatore di gas è necessario interpellare il vostro installatore elettrico oppure idraulico di fiducia. Trattasi di persone che: 

  • Hanno dimestichezza con l’installazione, il montaggio, la messa in servizio e la manutenzione del prodotto; 
  • Sono a conoscenza delle normative in vigore nella regione o paese in materia di installazione e sicurezza; 
  • Hanno istruzione sul pronto soccorso.

Dove deve essere installato il rilevatore di gas?

La rapidità di intervento dell'apparecchio è strettamente legata al suo posizionamento nell'ambiente e al tipo di gas da rilevare. 

Il rilevatore di gas Metano deve essere installato a 30 cm dal soffitto essendo il Metano più leggero dell’aria. 

Il rilevatore di gas GPL, invece, deve essere installato a 30 cm da terra perché il propano è un gas più pesante dell’aria e tende a depositarsi verso il basso. 

Il rilevatore di CO, essendo il  in grado di rilevare sia gas Metano (gas 'leggero') sia monossido di carbonio (gas poco più leggero dell'aria: peso specifico CO = 1,15kg/m3 - peso specifico aria = 1,2 kg/m3), si consiglia di installare il rilevatore in alto, a circa 30 cm dal soffitto. 

In ogni caso, è buona norma evitare di installare il rilevatore in tutte quelle posizioni in cui la funzionalità potrebbe essere compromessa, come ad esempio: 

  • in uno spazio chiuso (es., in un armadio o dietro una tenda); 
  • direttamente sopra un lavello; 
  • sopra o vicino al piano cottura; 
  • vicino a una porta o a una finestra; 
  • vicino a un estrattore d’aria; 
  • in un’area nella quale la temperatura può scendere al di sotto di - 10 °C o superare i + 40 °C; 
  • in un luogo dove la sporcizia e la polvere possono bloccare il sensore; 
  • in un locale umido. 

Ogni quanto tempo il mio installatore di fiducia deve controllare il rilevatore?

Almeno una volta all’anno

È possibile diminuire la sensibilità del sensore per evitare i falsi allarmi?

Il sensore non può essere modificato nella calibrazione. La taratura è fissa e rispetta la norma europea UNI CEI EN 50194-1:2010. I sensori installati nei modelli più recenti di rilevatori di gas hanno un pre-filtro di zeolite posizionato davanti al sensore, il quale limita fortemente i falsi allarmi dovuti alla presenza in aria di sostanze con molecole simili al gas. Ad ogni modo, è buona norma evitare l’uso delle seguenti sostanze in prossimità del rilevatore di gas:

  • Acidi
  • Benzine
  • Alcool
  • Solventi
  • Collanti
  • Diluenti 
  • Prodotti siliconici in genere
  • Detersivi
  • Profumi
  • Spray in genere

Cos’è un’elettrovalvola?

L'elettrovalvola o valvola a solenoide è un dispositivo che permette di controllare il flusso (On-Off) dei liquidi o dei gas. I campi di applicazione e le tipologie sono innumerevoli, a seconda del tipo di alimentazione, forma ed equilibrio (monostabile o bistabile).

Le elettrovalvole per il controllo del gas sono costituite da:

  • Membrana: si alza e abbassa per aprire o chiudere il passaggio
  • Valvola solenoide: quando la bobina elettromagnetica è attraversata dalla corrente, induce lo spostamento della membrana (apertura o chiusura del passaggio).

Che cos’è un’elettrovalvola a riarmo manuale?

Le elettrovalvole sono costruite in modo tale da poter garantire l’intercettazione del gas sia se il segnale di allarme proviene dal rilevatore di gas sia in caso di mancanza di corrente elettrica. In entrambi i casi, l’otturatore che risiede nella valvola viene sganciato e blocca il passaggio del combustibile. Una volta eliminata la fuga di gas o ripristinata la rete elettrica, per riportare la valvola in posizione di apertura, è l’utente che deve agire manualmente sollevando il pomolo situato sopra il cannotto dell’elettrovalvola.

È obbligatorio installare l’elettrovalvola?

Il Decreto Ministeriale 12/04/96 riguardante “l'Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi” si applica su impianti di nuova realizzazione e prescrive l’obbligo di installazione dell’elettrovalvola del gas in impianti con:

  • Portata termica maggiore di 35 Kw
  • Combustibili gassosi
  • Pressione gas max. 0,5 bar

Se il calpestio del vano di allocazione degli impianti del gas si trova a una quota compresa tra -5,0 e -10 m rispetto al piano di riferimento, l’elettrovalvola è obbligatoria. In questo caso, l’elettrovalvola di tipo Normalmente Chiuso dovrà essere installata all’esterno del locale sulla tubazione di adduzione del gas. 

Devo installare una elettrovalvola normalmente aperta o una normalmente chiusa?

Capiamo innanzitutto la differenza tra i due tipi di elettrovalvola:

  • NA. Normalmente aperta: in stato di riposo, quindi senza alimentazione elettrica, permette il passaggio del gas. 
  • N.C. Normalmente chiusa: in stato di riposo, quindi senza alimentazione elettrica, non permette il passaggio del gas.NA. Normalmente aperta: in stato di riposo, quindi senza alimentazione elettrica, permette il passaggio del gas. 

La normativa vigente in materia non impone nessun tipo di scelta a riguardo, quindi rimanda alla discrezione dell'impiantista/cliente. 

La differenza sostanziale è che la elettrovalvola normalmente chiusa è a "Sicurezza intrinseca" poiché assicura, anche in assenza di corrente e quindi con sistema rivelazione gas non funzionante, la chiusura della condotta gas. 

Analizzatori

Dubbi e domande frequenti su manutenzione, assistenza ed utilizzo dei nostri analizzatori di combustione ed emissioni

Che differenza c’è tra taratura e calibrazione?

La taratura (in inglese calibration) è l’operazione che definisce le caratteristiche metrologiche di un dispositivo mediante il confronto con un campione, ovvero uno strumento riferibile al Sistema Internazionale adottato come riferimento. Questo procedimento fotografa lo stato attuale dello strumento senza però intervenire nella regolazione o nella messa a punto dello stesso: la taratura verifica il grado di accuratezza o errore, ossia il grado di corrispondenza tra il valore del campione e il valore misurato dallo strumento

La calibrazione (in inglese adjustment), invece, consente di migliorare l’accuratezza del dispositivo, il quale viene allineato al fine di ridurre il più possibile le deviazioni di misura. Le metodologie di calibrazione sono molteplici, tuttavia condividono il punto di partenza: il calcolo dell’errore di accuratezza si basa sul confronto della misura di riferimento dello strumento campione con il valore indicato dallo strumento operativo da calibrare. 

Con quale frequenza è necessario tarare gli strumenti di misura?

La norma UNI 10127-2 “Guida per la definizione degli intervalli di taratura di strumenti per misurazioni. Intervalli consigliati per misurazioni di dimensioni lineari, angolari e geometriche” riporta alcuni riferimenti per la scelta dell’intervallo di taratura, a seconda della tipologia di strumento: è comunque consigliabile non superare i tre anni. 

Oltre tale direttiva, ci sono diversi fattori da considerare: 

  • Tipologia di strumento
  • Frequenza di utilizzo 
  • Condizioni di stoccaggio e conservazione
  • Modalità d’uso e condizioni ambientali di impiego
  • Grado di accuratezza della misura desiderata
  • Frequenza di manutenzione e messa a punto
  • Eventuali urti, cadute o stress meccanici, elettrici o termici. 
  • Indicazioni e suggerimenti forniti dal costruttore

Perché è importante eseguire la taratura dello strumento?

3 buoni motivi:

  1. Funzionalità ottimale che garantisce prestazioni elevate e qualità costante senza errori;
  2. Limitazione degli sprechi e delle eventuali contestazioni da parte dei clienti;
  3. Idoneità all’impiego per la misura e controllo dei processi.