Monossido di carbonio: cos'è e come si genera

In un precedente post abbiamo parlato della differenza tra monossido di carbonio e anidride carbonica, ma quasi certamente ognuno di noi ha sentito parlare almeno una volta di CO in relazione a qualche fatto di cronaca. Il monossido di carbonio ha infatti una terribile fama di gas killer, spesso purtroppo sottovalutato. Vediamo allora insieme come si forma e quali sono le fonti più pericolose nella vita di tutti i giorni.

Cos’è il monossido di carbonio

Partiamo dall’inizio, ossia rispondendo alla domanda su cosa sia il monossido di carbonio. Questo gas, noto anche come ossido di carbonio, è il prodotto di una reazione di combustione in difetto d’aria ed è costituito da un atomo di ossigeno e uno di carbonio (CO).

Si tratta di un gas velenoso particolarmente insidioso in quanto inodore, insapore, incolore e non irritante, che senza un’adeguata ventilazione, può raggiungere velocemente concentrazioni elevate. Proprio queste caratteristiche fanno sì che possa essere inalato senza accorgersene fino a risultare letale.

Come si forma il monossido di carbonio

È quindi molto importante capire come si forma il CO. Quando, in presenza di una combustione di materiale organico (carbone, olio, legno, etc), l’ossigeno presente nell’aria non è sufficiente a convertire tutto il carbonio in anidride carbonica (CO2), si forma il monossido. Alcuni esempi in natura sono gli incendi di boschi e foreste, o l’attività vulcanica.

Cosa produce il monossido di carbonio in ambienti chiusi?

Ma come avviene la produzione di CO in ambienti chiusi? È proprio all’interno delle abitazioni infatti che questo gas ci espone ai maggiori rischi per la salute. Nelle abitazioni in condizioni normali, i livelli sono compresi tra 1,5 e 4,5 mg/m3, ma in presenza di processi di combustione e inadeguata ventilazione le concentrazioni possono raggiungere livelli fino a 60 mg/m3.

Quali sono quindi le fonti più pericolose in casa? Le cause di formazione di monossido di carbonio in casa possono essere le più varie e sono il più delle volte legate a disinformazione, disattenzione o impianti non a norma.

Alcuni esempi sono fumo da tabacco, malfunzionamento di caldaie o scaldabagni a gas, ostruzioni di canne fumarie e comignoli che impediscono la corretta evacuazione dei fumi dai camini, stufe a legna o a gas. Altre fonti possono essere l’uso interno di dispositivi progettati per l’esterno, come i fornelli da campeggio.

È importante sottolineare che il CO non è presente nel gas metano che normalmente alimenta i piani cottura delle cucine. Nel caso di fuoriuscita senza combustione dai fornelli siamo quindi in presenza di una fuga di metano e non di monossido di carbonio.

Come difendersi

Proprio per la natura subdola del monossido di carbonio, risulta fondamentale adottare dei comportamenti che prevengano il problema come provvedere alla regolare manutenzione dell’impianto termico e lasciare libere le prese d’aria per garantire l’adeguata areazione dei locali.

A queste norme di prevenzione che non vanno mai trascurate si può aggiungere un ulteriore livello di protezione che consiste nell’installazione di un rilevatore di gas che possa allertarci sull’eventuale presenza di CO.

Se sei interessato ad approfondire i rischi per la salute e come prevenire un'intossicazione da monossido, puoi leggere l'articolo dedicato: Monossido di carbonio: prevenzione e rischi.