Sensore per rilevatore di gas: alcuni chiarimenti

Il cuore di un rilevatore di gas è il suo sensore, da esso infatti dipende l’accuratezza nella rilevazione. È dunque fondamentale rispettare in modo scrupoloso le avvertenze del produttore circa la sua scadenza e sostituzione.

Vita del sensore di gas

Eh già, il sensore scade. Mediamente la vita di un sensore di gas è di 5 anni da quando viene alimentato per la prima volta. Per questo è importante segnalare nell’etichetta dello strumento la data di installazione, e ricordarsi di effettuare la sostituzione per tempo.

Trascorso questo periodo infatti, il sensore non è più considerato affidabile. È assolutamente da evitare il tentativo di testare un sensore con l’uso di accendini, vapori infiammabili, etc. in quanto possono condurre a conclusioni sbagliate.

Se il sensore è scaduto, sostituitelo senza indugi, in quanto ne va della vostra sicurezza.

Perché il costo alto?

Sicuramente se avete fatto delle ricerche sui sensori di gas per rilevatori, avrete notato il costo elevato in proporzione a quello dell’intero rilevatore di gas. Essi rappresentano infatti la maggior parte del costo di quest’ultimo, e del resto non c’è da meravigliarsene in quanto sono la componente più importante: se il gas non viene rilevato, l’elettronica che avvia allarme ed elettrovalvola può ben poco.

Di fronte quindi ad un rilevatore di gas completo che costa meno di un sensore di ricambio, cosa bisogna pensare? La risposta è molto semplice, si è sicuramente risparmiato sul sensore. Quindi si risparmia sull’affidabilità nella rilevazione della presenza di gas.

Anche per questa ragione è fondamentale verificare se gli apparecchi sono certificati da un ente garante come IMQ.

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